Compagnia di Danza Teatro Rituale, formata da un gruppo di Donne,  diverse l'una dall'altra per formazione ed indole.

Antropologhe, Danzatrici, Musiciste, Poetesse, Ricercatrici e Donne della terra, che si incontrano in viaggio e desiderio comune, fare arte e crescere attraverso  essa.

Le nostre proposte si basano su ricerche di natura ArcheoCoreografica, partiamo dall'indagine di temi mitologici o da Archè, fonti di riflessione che accomunano la dimensione femminile e non solo direi, anche temi sociali, filosofici, esistenziale e quindi d'interesse comune.

Siamo madri, figlie, spose, guerriere, siamo Iside, Demetra, Kore, Atena e siamo anche parole come Fede, Coraggio, Rivoluzione, Caos, Giustezza, Amore.

Il nome del nostro primo spettacolo è "Nebridi",  da Nebros, Cerbiatto, a richiamare anche il nome dei monti miei natii, ricchi di leggende, tradizioni, dove la Natura Madre, si manifesta in una splendida bellezza primaria, vergine, generatrice e nutriente.

La proposta incontra le Parche, tessitrici del Destino e le baccanti, viscerali donne consacrato a Dioniso.

Il processo intimo di ognuna è messo al servizio della creazione, questo rende il progetto ricco di emotività e di phatos, ma anche d'ironia e di spontaneità.

Note dell’ideatrice.

Biografia del progetto Compagnia MU.

Nel 2016 rientrai nella mia terra natia, la Sicilia, dopo anni di viaggio in Europa e nel Mondo.

Una Terra che non ho mai realmente lasciando, portando in ogni mio viaggio la sua arcaicità, la sua energia, il suo linguaggio, la sua medicina, la sua sfrontatezza a volte, la genialità, il senso di resilienza, che ha permesso alla mia gente di rinnovarsi,quel suo speciale modo di vedere la vita.

Riemergeva in me costantemente il legame intimo con questo luogo e il mio interesse antropologico ed energetico, non tanto un legame patriottico, quanto la consapevolezza che vi sia nel piccolo triangolo che mi ha generata, una congruenza di fattori unici,che lo rendono ambiguo e contraddittorio, magnetico e viscerale ed allo stesso tempo magico.

Un’isola che ha in se il principio Matrilineare forte, segnato dalle vicende storiche, che hanno visto le Donne spesso protagonisti a volte vittime, a volte promotrici di grandi rivoluzioni, una terra spesso non compresa nel pieno della sua bellezza, costretta a rifugiarsi in identità collaterali, ma capace di mantenere fortemente in sé il prezioso patrimonio culturale, mitologico, linguistico, se pur sfaldato dall’ignoranza e dalla “Lagnusia”.

Il rientro nel 2016 è stato diverso dalle altre volte in cui rientravo per offrire la mia riflessione, apportare il mio contributo umano ed artistico, ha segnato un traguardo speciale nella mia storia e nella missione che fino al quel momento non ero consapevole di svolgere.

Con estrema umiltà ho osato interagire con il territorio, offrendo a capo chino i primi laboratori rivolti solo a Donne a Messina,nella mia città natale, li chiamai Matricarie. Come le margherite, i fiori.

Perchè solo a Donne?

L’urgenza nasceva sia dalla mia storia personale, che mi ha vista crescere in una famiglia di Donne potenti, da cui ho spesso sentito il desiderio di fuggire, da un confronto esagerato con la durezza della Terra, dalla mia relazione con il maschile e con quella “Cura”, intesa come curiosità, pronta a far emergere una relazione più sana ed autentica con questa comunità di Donne che tessevano le trame della terra di Sicilia.

Altro motivo valido fù constatare che le tecniche che avevo appreso nel corso della vita, avevano un filo unico, tra spirito e corpo, s’ impregnavano di una esatta collocazione energetica, utile al percorso di altre Donne.

Le testimonianze e l’intuizione che nella mia attitudine analitica e nello stesso tempo viscerale, vi fosse l’unione tra il mio sé maschile e femminile, che questa caotica e a volte incoerente condizione potesse trovare un’armonia, un metodo ed essere utile ad altre donne, mi fece compiere i primi passi.

Ho cominciato a studiare, intensamente, passando da mitologia a danze etniche, recuperando le mie esperienze di teatro antropologico, le conoscenze che avevo maturato nel vivere semplice, dalla relazione con terre vergini come i Nebrodi, attingendo la sapienza ancestrale, dalle mie maestre e delle guide che avevo avuto sul territorio.

Affrontai tutto con una spontaneità disarmante, tentativi ed infiniti nomi, che hanno seguito il corso delle mie emozioni, degli accadimenti che mi coinvolgevano, dei movimenti astrali che percepivo, della mia totale immersione nella Terra.

In particolare il mio trasferimento sui Monti Madoniti, in condizione arcaica ed essenziale mi aiutò a costruire la nuova didattica e renderla fruibile a tutte.

Con un’ intensa volontà ho trovato conferme e risposte nel 2017.

All’inizio erano poche le Donne che credevano nel percorso, perché è un percorso difficile in apparenza, implica una capacità metamorfica grande e una solida fiducia e un pizzico di follia sana, di cui ancora oggi ringrazio, giornalmente.

La purezza da cui parte la ricerca fa si che ogni cosa possa cambiare, questo a volte destabilizza chi non stà nella stessa frequenza, ma i tempi sono maturati, insieme alle azioni, al coraggio.

Nel 2017 ho fatto partire una ricerca sulla Madonna Nera del Tindari, il laboratorio è andato molto bene, tutte le partecipanti hanno assaporato il senso unico e hanno cambiato la loro struttura energetica in breve tempo, alemno per quel momento condiviso, un primo movimento.

Abbiamo preparato una proposta scenica, che abbiamo presentato a Palermo all’Accademia del David, “Niura”

Pochi mesi dopo la terra mi avvolse e venne a visitarmi Pan, regalandomi una delle esperienze interiori più forti della mia vita.

A seguito di questo accadimento una chiarezza apparve, avevo affrontato un’altra oscurità, fonte di conoscenza, che avrebbe apportato i cambi necessari.

Feci partire la Formazione Essenziale nel 2018, con una soddisfazione grande parteciparono abbastanza Donne,tanto da sentirmi dentro una comunità, tutte anime pronte al viaggio, tutte desiderose e grate.

A Luglio del 2018 abbiamo sperimentato il Corpo Remoto, un’immersione alle Cave d’Ispica, da li il desiderio di far partire una Compagnia,La Compagnia MU.

Nel frattempo la mia presenza dentro il CID Unesco fu accettata, permettendomi di formare le Donne con una certificazione e di dare al Progetto MU un senso più amplio, tessere la rete sia umana sia creativa, che la mia anima aveva già visualizzato tempo addietro.

Provo una profonda gratitudine e un desiderio di continuità per questo progetto, in cui investo energie e tempo, studio e progettazione, sostenuta da sempre più Donne e da un dolce senso di protezione, che mi fa riconoscere il mio lavoro come ciò che sono venuta a fare in questo tempo.

Con Amore.

Dara Jina

 

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