Nel 2016 rientrai nella mia terra natia, la Sicilia, dopo anni di viaggio in Europa e nel Mondo.

Una Terra che non ho mai realmente lasciato, portando in ogni mio viaggio la sua arcaicità, la sua energia, il suo linguaggio, la sua medicina, la sua sfrontatezza a volte, la genialità, il senso di resilienza.

Riemergeva in me costantemente il legame intimo con questo luogo e il mio interesse antropologico ed energetico, non tanto un legame patriottico, quanto Matrilineare, la consapevolezza che vi sia nel piccolo triangolo che mi ha generata, una congruenza di fattori unici,che lo rendono unico per le mie viscere, per il mio sangue,  ambiguo e contraddittorio, ed allo stesso tempo magico.

Un’isola che ha tracce di violenza in cui le Donne spesso sono le  protagonisti a volte, a volte promotrici di grandi rivoluzioni anche.
Una terra spesso non compresa nel pieno della sua bellezza, costretta a rifugiarsi in identità collaterali, ma capace di mantenere fortemente in sé il prezioso “Matrimonio culturale”, mitologico, linguistico, se pur sfaldato dall’ignoranza e dalla “Lagnusia”.

Il rientro nel 2016 è stato diverso dalle altre volte in cui rientravo per offrire la mia riflessione, apportare il mio contributo umano ed artistico, ha segnato un traguardo speciale nella mia storia e nella missione che fino al quel momento non ero consapevole di svolgere.

Con estrema umiltà ho osato interagire con il territorio, offrendo a capo chino i primi laboratori rivolti solo a Donne a Messina, nella mia città natale, li chiamai Matricarie, come le margherite, i fiori.

Perchè solo a Donne?

L’urgenza nasceva sia dalla mia storia personale, che mi ha vista crescere in una famiglia di Donne potenti, da cui ho spesso sentito il desiderio di fuggire, da un confronto esagerato con la durezza della Terra, dalla mia relazione con il maschile e con quella “Cura”, intesa come curiosità, pronta a far emergere una relazione più sana ed autentica con questa comunità di Donne che tessevano le trame della terra di Sicilia.

Altro motivo valido fù constatare che le tecniche che avevo appreso nel corso della vita, avevano un filo unico, tra il mio spirito e il mio corpo di Donna e s’immergevano in una esatta collocazione energetica, utile al percorso di altre Donne.

Le testimonianze e l’intuizione che nella mia attitudine analitica e nello stesso tempo viscerale, vi fosse l’unione tra il mio sé maschile e femminile, che questa caotica e a volte incoerente condizione potesse trovare un’armonia, uno spazio ed essere utile ad altre Donne, mi fece compiere i primi passi.

Ho cominciato a studiare, intensamente, passando da mitologia a danze etniche, recuperando le mie esperienze di teatro antropologico, le conoscenze che avevo maturato nel vivere semplice, dalla relazione con terre vergini come i Nebrodi, attingendo la sapienza ancestrale, dalle mie maestre e delle guide che avevo avuto sul territorio.

Affrontai tutto con una spontaneità disarmante,a volte con dolore e senso di sconfitta, forze che si opponevano alla riuscita, tentativi ed infiniti nomi, che hanno seguito il corso delle mie emozioni, degli accadimenti che mi coinvolgevano, dei movimenti astrali che percepivo, della mia totale immersione nella Terra-

In particolare il mio trasferimento sui Monti Madoniti, in condizione essenziale, mi aiutò a costruire la nuova didattica e renderla fruibile.

Con un’ intensa volontà ho trovato conferme e risposte nel 2017.

All’inizio erano poche le Donne che credevano nel percorso, perché è un percorso difficile in apparenza, implica una capacità metamorfica grande e una solida fiducia e un pizzico di follia sana, di cui ancora oggi ringrazio, giornalmente.
Ed anche perchè io non sono affatto la classica donna, che lavora con il femminile sacro, accogliente oltre misura o con orpelli e fiori tra i capelli, non sempre.
Apparivo a volte estremamente raffinata, quasi selettiva a volte selvaggia e dura, ciclica e animale,con una pretesa notevole di fronte alle pratiche esistenziali e portata ad vincolo sacerdotale.

La purezza da cui parte la ricerca fa si che ogni cosa possa cambiare, questo a volte destabilizza chi non stà nella stessa frequenza, ma i tempi si sono maturati, insieme alle azioni, al coraggio, all’umiltà.

Nel 2017 ho fatto partire una ricerca sulla Madonna Nera del Tindari, il laboratorio è andato molto bene, tutte le partecipanti hanno assaporato il senso unico del viaggio nel tempo,hanno toccato il Ma, che poi chiamerò la MU, almeno per quel momento condiviso fù un primo movimento.

Abbiamo preparato una proposta scenica, che abbiamo presentato a Palermo all’Accademia del David, “Niura”, questo mi disse che ancora non erano maturi i tempi per una compagnia, la mia vecchia pelle da danzatrice emergeva e non potevo non ascoltarla.

Pochi mesi dopo la terra mi avvolse e venne a visitarmi Pan, regalandomi una delle esperienze interiori più forti della mia vita.

A seguito di questo accadimento una chiarezza apparve, avevo affrontato un’altra oscurità, fonte di conoscenza, che avrebbe apportato i cambi necessari.

Feci partire la Formazione Essenziale nel 2018.
Con una soddisfazione grande parteciparono abbastanza Donne,tanto da sentirmi dentro una comunità, tutte anime pronte al viaggio, tutte desiderose e grate.

A Luglio del 2018 abbiamo sperimentato il Corpo Remoto, un’immersione alle Cave d’Ispica, da li il desiderio di far partire una compagnia, ma anche qui mi fermai varie volte.

Cosa è una compagnia ?

Quali requisiti deve possedere una compagnia per me, perchè realmente sia concreta e reale?

Desideravo molto condividere con queste Donne il mio sapere non solo umano, sopratutto creativo,ciò nonostante forse il mio lavoro non è quello di dare voce alle mie visione attraverso altri corpi, forse io ero già una scatola di creazione sufficiente a me stessa e forse ero venuta a far vivere altre esperienze alle Donne, come ristabilire il vicolo con il Corpo Tempio, restituire la saggezza della verticalità,condividere le geometrie sacre, l’unione tra principi Cielo e Terra.
La Creazione è il quotidiano,questo lo so, molte di loro desideravano solo danzare nei boschi, tra la natura, erano e sono ninfe, altre sono desiderose di studio, così anche questa volta ho fermato questa storia della compagnia, perchè in me vi è un fattore molto determinato, è l’ integrità di fronte al senso alto, non tanto di fronte alle regole terrene, che possono cambiare, che si adeguano e  si trasformano.
Una chiamata all’arte come fonte di nutrimento è una questione profonda,implica rinuncia ed impegno costante, così lo vivo io.
Ho così deciso di far partire progetti saltuari, in cui far convergere artiste che sentono di voler partecipare, Donne che hanno studiato con me e Donne che desiderano conoscere il mio linguaggio.

Nel frattempo la mia presenza dentro il CID Unesco fu accettata, permettendomi di formare le Donne con una certificazione e di dare al Progetto MU un senso più amplio, tessere la rete sia umana sia creativa, che la mia anima aveva già visualizzato tempo addietro.

Provo una profonda gratitudine e un desiderio di continuità per questo progetto, in cui investo energie e tempo, studio e progettazione, sostenuta da sempre più Donne e da un dolce senso di protezione, che mi fa riconoscere il mio lavoro come ciò che sono venuta a fare in questo tempo.

Con Amore.

Dara Siligato

 

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