La Donna della nuova era, tra illusione e risveglio.

Pensieri condivisi tratti dalla stesura,

“MU, Filosofia Arte e Ritualità dell’ Essere Donna”

Nonostante mi vesta spesso di contemporaneità e mi senta comoda in questo linguaggio attuale e nel flusso, in generale sento una profonda arcaicità nel mio modo di vivere, sopratutto per quel che riguarda le relazioni.

C’è chi dice che non è possibile essere menti contemporanee, o artisti contemporanei, senza aver oltrepassato il confine del tempo, a ritroso ovviamente, verso la mitologia, il rito, l’animo contadino, c’è chi vede un unico tempo muoversi, inglobandosi, come un toroide, forse mi sento più in questo vortice e parlo in maniera poco lineare, forse volteggio mentre vivo.

In ogni caso, mi rifaccio spesso ai criteri classici, che mi sostengono in questa epoca confusa, un tempo che ci fa credere che ci sia qualcosa da cambiare nel nostro modo di essere, una moda che professa la libertà, ma che sento abbia confuso il reale senso dell’essere liberi, almeno a mio modesto sentire.

Se ci volessimo soffermare sui valori antichi, questi per me sono stati i riferimenti naturali del buon senso, della relazione semplice, del buon cibo, del gusto allenato dai centrini di nonna e dalle sarte di mamma, nel rispetto per la mia bellezza e con quel pudore tanto poetico da volerlo sfidare, che ho aimè smarrito nel cammino, ma che a volte riemerge e che ancora oggi a 40 anni, mi fa arrossire.

Questi valori ingialliti come carta antica, non hanno mai avuto bisogno di chissà quale visione intellettuale per esistere, hanno si dovuto incontrare la rottura, il rifiuto, la ribellione, per rivelarsi nel vero, profondamente e sinceramente integrati nel quotidiano, ma sono rimaste ancore necessarie, vincoli sacri connessi ad odori ed ormoni, sono i valori che mi fanno riconoscere il buon vino da quello acetoso.

Credo che ci siano delle condizioni energetiche, delle frequenze, più disponibili adesso in questa Era Nuova, per questioni di evoluzione ciclica del pianeta, che non starò qui a spiegare nel dettaglio scientifico, forse anche perchè non ne sono capace del tutto, forse preferendo questo argomento in oralità più che in scrittura, forse perché le cose che si scrivono perdono forza a volte, per questo, questo testo e tutti quelli che scriverò sono trattati nell ‘ arduo tentativo di rimanere fresca.


Li rileggo e commetto molti errori.
Come si potrebbe scrivere un libro è correggerlo ogni giorno?

In ogni caso lo scrivo adesso, lo scrivo come mi viene, si, dico che ci sono forze, frequenze, aperture oggi, che permettono di fare un lavoro di smantellamento delle illusioni maggiore di 10 anni fa, che ci concedono velocità di assimilazione di un processo autentico con noi stesse, che ci accompagnano nel farlo, ma anche che potrebbe essere tutta un’ illusione, non andiamo sento, solo siamo e tutti questi lavori apparenti a volte si manifestano in maniera troppo superficiale, troppo veloce per la mia antica anima, questa è la Nuova Era, dove tutto è possibile, dove si compra la magia e dove si vende l’illuminazione.

Non credo che le manifestazioni di ciò che siamo come Esseri, come Donne debbano modificarsi dall’oggi al domani, sotto l’effetto di una bibita esotica, o di una sudata colossale, destabilizzandoci e portandoci a trasformare o rinnegare la nostra modalità, la nostra cultura, le cose in cui siamo state partorite, i nostri nomi, tutto ha un senso credo, se siamo dove siamo.
Ma al momento Il motto è “Bisogna essere Libere e Selvagge”, costi querl che costi.

Ma libere da cosa?
E selvagge in che senso?

Ciò che viene molto complesso fare è accettarsi, accettare la nostra natura, vedere la Lupa, senza volerla uccidere, senza voler cambiare, se non meglio accompagnare e affinare, armonizzare, trovare il nostro passo, il nostro ritmo, la nostra amata ombra, danzarla.

Personalmente sento sia importante partire dai limiti, solo partendo dai limiti possiamo sapere chi siamo realmente, questo credo, vivendo, semplicemente, che è molto più dura, per questo si cercano soluzioni esotiche, perché vivere la vita semplicemente è la vera sfida.
Il limite è il confine, il confine protegge dall’inganno, ci evita di andare dove non siamo , anche se è importante incontrarlo e superarlo, almeno mille volte nella vita, anche la scelta di oltrepassarlo è una possibile strada, ma è dolorosa, questo è importante saperlo.

Per non impazzire, dovremmo ricordarci dove finisce la nostra pelle e se il caso respirarla ed estenderla fino agli alberi, alle strade, all’umano, come spugne, inebriarci, ma saper ritornare a casa, dentro il corpo, nelle ossa.
Sono scelte diverse, quella di rimanere nell’esperienza o quella di radicare l’esperienza.
Io preferisco la seconda e dimentico spesso l’accaduto.

Ciò che vedo invece è che si parte dall’idea di potere in assoluto e in espansione lineare, andiamo verso, ma cosa?
Questo rischia di creare molta confusione, confusioni dell’anima, che non si rivolge al micro, nell’interiore, quello che ci fa sentire la sacra vergogna, l’ascolto piccolo, la voce sottile.
Al contrario, questo potere ci esalta, ci invoglia, ci dice sei forte, ma a volte osservo che rende le persone completamente smarrite.
Oppure accade il contrario, tutto sempre dentro, solo dentro, fino a sparire nel mondo, fino a perdersi in mondi onirici, reali certamente, ma non gli unici che siamo venuti a vivere.
Osservarsi implica due movimenti di eguale distanza, uno dentro uno fuori e aggiungerei anche uno dal basso ed uno dall’alto.

Per rimanere nel centro la visione non può essere una sola, si espande dall’orizzontale verso il cuore, accoglie tutte le informazioni possibili e le integra o le rigetta.
Non si ghettizza, non rifiuta, non si definisce.

La verticalizzazione invece porta una sola direzione dall’alto o dal basso verso dentro, come le religioni.
Nella struttura dell’uomo Vitruviano, vi è una linea all’altezza della gola che taglia orizzontalmente la geometria corporea, un parallelo che è Materia orizzontale , questa andrebbe esplorata maggiormente, così come le parole, la gola e la matrice, che sono connesse.


Si pretende sempre di stare nel massimo dell’Io Superiore, mentre partendo dall’Io inferiore, forse possiamo trovare anche una strada, quella del seme, dell’umano, nel suo fallimentare sentire, dei sentimenti, nelle emozioni, che forse ci confondono, che non ci danno l’illuminazione, ma ci fanno fare quell’esperienza meravigliosa che è la Terra.

Dove volete arrivare, mi chiedo?

Lo sapete già?

Questo Potere che cerchiamo come Donne, “Empoderate” come dicono in Spagnolo, ci fa spesso cadere nell’egocentrismo e nell’illusione, illumina una forma a volte accecante, un bagliore che non è risveglio, è per me solo un’altra nuova illusione, sento che comunque anche questo è un fattore molto personale e va trattato con cautela.

Personalmente le poche luci che vivo sono soffuse e a volte brillano come le stelle nella notte, riesco a fare alcune cose, molte altre no.
Potrei fare tutto certo, ma ho il dovere, oltre che il diritto, di scegliere che esperienza fare e lasciare un pochino di sano vuoto.
Ora scrivo il libro chiamato corpo e finché vi è questo corpo, questo è il gioco, uscire ed entrare, volare e immergermi, ma in fondo…si tratta di camminare.

Riesco a nutrire e sostenere con cura alcune cose, a creare il mio focus lavorativo, riesco a unire molte funzioni di Donna Integrata ed ho tante meravigliose ombre che mi visitano, quelle caverne che mi permettono di ritrovarmi nel vuoto sola a fare i conti con Kore e con la Megera che mi abita, con tutte quelle macchiette d’olio che non sono così facili da togliere, ma che ci fanno sentire vive, sono le ferite che si fanno cicatrici e poi splendidi tatuaggi.

(Cit di Adriana Ordonez)


Così ci accomodiamo nella vita.

Resisto, ho una resistenza incrollabile questo si, perché sono per le cose che mutano, che si forgiano, perché sono tessitrice nel senso meno new age del termine ed ho una volontà notevole, lavoro duramente, mi metto in discussione e dico la verità, ma sono dura a volte, non mi fido delle altre Donne spesso, non del tutto, perchè mi mostrano anche quella parte abbastanza furba e ammaliatrice, che forse a volte non accetto di me stessa.

A volte mi spaventano, come se vedessi una sorta di branco pronto a proteggere solo loro, quelle facenti parti del branco ed è li che il mio maschile si manifesta e non resisto, mi elevo come aquila e sono pronta a beccare i loro culi per ricordargli di smetterla di starnazzare come gallinelle.
Il mio senso di comunità è meno ristretto sento.

Amare le Donne significa per me, saper riconoscere la nostra tendenza alla stupidità del branco, non una stupidità intellettiva ovviamente, ma una pulsazione uterina che spesso ci rende pura massa madre, pronte a fare acqua da tutti i lati.
Questo è ammaliante e seducente ed anche estrogenizzato.



La spudorata stupidità che sappiamo manifestare noi Donne nasce da una “infantilizzazione, madri infantili, figlie di madri infantili e cosi via.

Sono state le mancanze e quelle ferite tatuaggio, la paura di crescere a noi stesse, private del senso di quel vero potere che è il sangue, spaventate per la nostra natura, non consapevoli della Dea Madre che abbiamo frammentato in noi, spaventate di fronte al dolore che conosciamo o si o si, che ci visita ogni mese.
Indurite d’ innanzi al nostro guerreggiare, alla nostra vulnerabilità, ai sogni non realizzati, consapevoli o no del desiderio di partorire che forse accettiamo forse no e poi, chissà cosa dice la società in meritò.

Spaventate di essere libere di piangere in pubblico, di dire ho le mestruazioni, di dire mio marito mi ferisce, di dire sono stata violata, di spiegare che non è sempre uguale, che non è sempre facile, spaventate di tenere le gambe aperte, di puzzare, di cantare e abbracciare pubblicamente, ignare di saper danzare con la morte.
Silenzio ora giace in me!

2.

Essere integrate significa per me anche non sottrarsi all’impulso per il lavoro di gestione pratico, alla capacità di gestire le faccende della terra, che se si è creduto fossero cosa per Uomini, così non è.

Nelle antiche società sono le Donne a gestire gli affari, l’economia, anche se l’Uomo lavora fuori, i conti li fa la Donna, sa gestire le risorse familiari, sa cosa è prioritario, ha un senso diverso della priorità, perché coordina l’alimento e sa cosa manca in casa e cosa serve.
Partendo da questo non può fallire, quasi mai.

Nelle culture antiche, le Donne si occupano del luogo, delle casa, è naturale, oggi tutte vogliono sottrarsi a questa possibilità di enorme benessere perchè è fuori moda, o perchè credono che non facendolo sono più libere o semplicemente non lo sanno fare, nessuno ha insegnato loro l’arte di Estia, che è una delle bellezze che possediamo, non tutte ovviamente desideriamo viverla, ma è una splendida dote.

Libere lo siamo quando siamo noi stesse, questo è certo!

Accettazione ed Integrazione dunque, ed una sana dose di progesterone oltre che estrogeni a sostenere l’umore.

Sarà che sono una figlia del Sud, figlia del Sole e sorella delle Dee Greche, ma credetemi nessuna divinità che io abbia intercettato, rinuncia alla sacra rabbia, all’ira, alla bufera interiore, anche questo è necessario, fa parte della nostra fisiologia, organi che lavorano poco o che lavorano male, possono creare problemi sia in una direzione che altra, arrabbiarsi a volta fa bene, senza pretendere questa perfezione che spaventerebbe l’intero Olimpo.


3.

La Donna Sacra è una che non si concede senza sacralità,

Quella che ama il suo Corpo come il Corpo delle Terra.

E’ una Donna che conosce alcune tecniche Divine, nel senso che sa farsi carico dell’essere parte del gioco della creazione, senza però prendersi troppo sul serio.

Sa godere la vita, sa darsi piacere, ma anche sa cosa desidera il suo compagno o compagna.

Ciò nonostante non è focalizzata solo sul languore e le sue acque, è ciclica, in 25/28/30 giorni ecc..(questo è un altro argomento importante che affronteremo), accade di tutto.

Stare accanto ad una Donna così non è semplice, per la sua tendenza al cambio repentino, in maniera più frequente che per altre Donne. che trattengono un pochino di più l’istinto ecco questo è selvaggio, essere istinto, ma è anche rischioso.
Bisogna saper rischiare, essere pronte a perdere, per ritrovare, avere il senso dell’assenza, accettare la morte in buona sostanza.

Questa Donna, pretende un’integrazione profonda con la sua dimensione, chi più chi meno ovviamente, può essere una vera rompiscatole.

La sua libertà è fondamentale, da non confondere l’essere libera con il sesso libero, che è una scelta per carità, ma che a mio avviso è più un meccanismo di consumismo emozionale.

Forse un tempo si celebravano i fuochi di Beltane, ma erano rituali comunitari, calende specifiche in uno specifico periodo dell’anno ed allo scopo di fertilizzare la Terra, non era certo per un piacere personale soltanto, lasciato senza sacralità per l’appunto.

Fare sesso è una stupenda pratica tantrica e anche una semplice attività terrena, non sento ne di esaltare la cosa, ne di normalizzarla, tutto dipende da chi siamo, certamente è una cosa che accomuna tutte noi, tutti gli esseri, esistono infiniti modi di fare sesso, non mi piace affatto codificare questo argomento, come non mi piace farlo con archetipi e con tappe evolutive, le Donne credo, grazie al loro trasformismo lunare innato, sanno fare sesso in tanti modi e dovrebbero poterli sperimentare, se ne sentono la chiamata.

La questione è per me non usare la sessualità in forma controproducente alla nostra natura.
Conoscersi, potrebbe impiegare la vita intera, questo ci dovrebbe divertire, ma ci stanca a volte, allora si scelgono le cose facili, che non sempre sono quelle migliori.
Ma non importa, rimproverarsi od ogni errore è stancante anche di più, ripeto a me stessa che perdonarmi è un grande piacere che mi dovrei concedere ogni sera prima di addormentarmi.
In ogni caso sento che la sessualità sia un ‘argomento importante da trattare con cautela, tornerà frequentemente in questa ricerca, durante questa stesura.

Concludendo, forse ho detto tutto e niente, ma non è mai mia intenzione raggiungere degli scopi esatti , la mia dimensione discorsiva, fa si che scrivendo pronunci ad alta voce ciò che dico, come adesso e se la melodia delle parole mi convince, allora questa tecnica di oralità scritta, di flusso che procede comincia ad avere senso.
Scrivere comincia a salivare e il senso sta nel gusto.


Posso forse offrire una logica finale a chi ne sente il bisogno, dico che questo tempo non è poi così diverso da altri, nell’osservazione della natura delle Donne io sento che ciò che è doveva essere così, non mi permetterei mai di dire, forse non è così che dovrebbe andare o sei nel posto sbagliato, ogni volta che soffre una donna, le tengo la mano, ma dico anche bene, adesso comincia a camminare con questa nuova verità, non so offrire i facili risvolti che questa era offre, non riesco a credere in molte delle presunte terapie o pratiche, le mie stesse a volte perdono presenza di fronte a me stessa e devo sempre fermarmi, sempre ad ogni passo, per assicurarmi che le cose stiamo procedendo a prescindere da quel me pieno di convinzioni.

Molte persone dicono che questo porta nella vita a non procedere, a rimanere, a non rafforzarsi, a forse rimanere senza soldi, ma io credo che questo porti a… non procedere, a rimanere, a non insistere, a rimanere, a non andare..a rimanere…si..a rimanere…

Sono certa che questo sforzo resti, che le cose invisibili faranno strada nella materia, perché da esse le sento emergere.
Sono certa che servirà, dove servire non è esser utile, non è neanche un servizio, è un elegante gesto di allestimento, d’ inclinazione al bello, di appoggio del pensiero sulla materia viva.

MU Corpo Arte e Ritualità dell’Essere Donna.
MU




Pensieri condivisi tratti dalla stesura”MU Pratiche e Filosofie dell’Essere Donna”.